- L’atto illocutorio
- Domanda (A.1)
- (A.2) Chi la fa deve essere nella posizione di poterlo fare
- (A.2) Ciò riguardo a cui la domanda viene fatta “esiste” (o almeno è concepibile);
- (B.1/2) Si utilizza un enunciato dalla forma sintattica interrogativa, con un’intonazione caratteristica;
- Domanda (A.1)
(effetto convenzionale) assegna al destinatario il DOVERE di dare una risposta e al parlante quello di non negare di aver fatto quella domanda;
- (Γ1) Di norma viene fatta per farsi dare un’informazione;
(Γ2) Parlante e interlocutore si comportano coerentemente con gli effetti convenzionali risultanti dall’atto eseguito.
- L’atto illocutorio
- Promessa (A.1)
- (A.2) Chi la fa ha la capacità di eseguire quanto promette
- (A.2) L’azione non deve essere stata ancora eseguita e deve essere gradita al ricevente
- (B.1/2) L’uso della prima persona dell’indicativo attivo del verbo promettere oppure viene specificata l’azione promessa al tempo futuro accompagnata da avverbi (sicuramente) o altre espressioni idiomatiche (puoi contarci)
- (effetto convenzionale) assegnare a chi la fa l’obbligo di fare quanto promette/diritto di criticare per chi la riceve
- (Γ.1) intenzione a fare quella cosa per cui il parlante si è impegnato
- (Γ2) il parlante si comporti coerentemente con gli effetti convenzionali risultanti dall’atto eseguito
- Asserzione (A.1)
- (A.2) chi la fa è competente rispetto al contenuto asserito
- (A.2) le presupposizioni dell’enunciato devono essere soddisfatte
- (B.1/2) la forma dichiarativa con verbo al presente indicativo oppure (raramente) l’uso della prima persona dell’indicativo attivo del verbo promettere asserire/affermare
- (effetto convenzionale) assegnare a chi la fa il DOVERE di offrire prove a supporto di quanto asserito (è impegnato alla sua verità), qualora venissero richieste e di dire successivamente cose coerenti con quanto affermato; ai riceventi è assegnato DIRITTO di chiedere le evidenze in possesso e, qualora riconosca l’atto tale, utilizzare quel contenuto per fare ulteriori asserzioni o utilizzare come ragioni per agire
- (Γ1) credere a quanto asserito
- (Γ2) il parlante si comporti coerentemente con gli effetti convenzionali risultanti dall’atto eseguito
- Tipi di atti illocutori
- Verdettivi: atti di giudizio (giudicare, stimare, valutare, calcolare, classificare, eccetera)
- Esercitivi: esercizio di autorità (nominare, licenziare, ordinare, proibire, esortare, rimproverare, eccetera)
- Commissivi: assunzione di impegno (promettere, scommettere, dare la propria adesione, eccetera)
- Comportativi: reazioni a eventi o comportamenti (ringraziare, scusarsi, salutare, complimentarsi, eccetera) [l’esprimere opinioni/credenze appartiene ai comportativi perché per esprimerla non serve competenza e poi perché esprimo (reagisco) a ciò che ho in testa
- L’atto perlocutorio
- “dire qualcosa produrrà spesso o anche normalmente, certi effetti consecutivi sui sentimenti, i pensieri o le azioni di chi sente o di chi parla o di altre persone e può essere fatto con lo scopo, l’intenzione o il proposito di produrre questi effetti”
- Ovvero ciò che otteniamo o riusciamo a fare col dire qualcosa:
- Convincere o persuadere qualcuno di qualcosa
- Trattenere qualcuno dal fare qualcosa
- Sorprendere qualcuno
- Ingannare qualcuno
- L’atto perlocutorio
- Consiste nella responsabilità delle conseguenze del proprio atto locutorio/illocutorio (per lo più, conseguenze comportamentali o psicologiche)
- Raggiungimento obiettivo perlocutorio (a es. far fare qualcosa a qualcuno comandandogli di farla/convincere qualcuno di qualcosa/ottenere una risposta a una domanda)
- Effetti non previsti (a es. con avvertimento si può allarmare qualcuno, ma in verità si voleva solo metterlo all’erta)
- Promessa (A.1)
N.B.: non cambia se conseguenze sono intenzionali o meno: si ha sempre un atto perlocutorio (a es. far arrabbiare qualcuno comandandogli di fare qualcosa/far fare qualcosa a qualcuno dandogli una certa informazione).
