Tradotto in italiano da me, per il vostro uso e consumo.
America against America (美国反对美国, 1991) di Wang Huning è un libro di viaggio e/o saggistica nato dal soggiorno che l’autore fece negli Stati Uniti a metà degli anni Ottanta come studioso in visita. La sua importanza non deriva tanto dal contenuto in sé quanto dal percorso politico dell’autore e da come il testo viene letto retrospettivamente in Occidente.
Il libro è un’analisi critica della società americana: Wang Huning descrive un paese ricco di contraddizioni – individualismo sfrenato, disgregazione dei legami familiari e comunitari, disuguaglianze economiche crescenti, un sistema politico dominato dal denaro e una cultura consumistica che a suo avviso mina la coesione sociale. La tesi di fondo è che gli Stati Uniti siano “in guerra con se stessi”: il capitalismo liberale, pur producendo prosperità materiale, genera al contempo disgregazione morale e sociale da qui il titolo.
Ciò che rende il libro rilevante oggi è la traiettoria dell’autore: Wang Huning è diventato uno dei principali ideologi del Partito Comunista Cinese, servendo come consigliere di tre presidenti consecutivi – Jiang Zemin, Hu Jintao e Xi Jinping – ed è oggi membro del Comitato Permanente del Politburo, l’organo decisionale più ristretto della Cina. Gli viene attribuito un ruolo chiave nell’elaborazione di concetti ideologici come le “Tre Rappresentanze” di Jiang, lo “Sviluppo Scientifico” di Hu, e il “Pensiero di Xi Jinping”.
Per questo motivo, analisti e osservatori occidentali guardano al libro come a una possibile chiave di lettura della visione del mondo di uno degli architetti intellettuali del sistema politico cinese contemporaneo: un testo che, scritto da un accademico trentenne in visita negli USA, sembra anticipare – o forse aver contribuito a formare – lo scetticismo di Pechino verso il modello politico-sociale occidentale e la convinzione che il “sistema cinese” offra un’alternativa più stabile e coesiva.
Le tesi principali del libro, per come sono state ricostruite da chi lo ha letto in cinese (ricordo: non esiste una traduzione integrale ufficiale in inglese), si possono raggruppare in alcuni grandi filoni tematici.
1. La contraddizione fondamentale: libertà individuale vs. coesione sociale. La tesi centrale è che il sistema americano sia costruito su un individualismo talmente radicale da minare le basi stesse della società che lo ha prodotto. La libertà del singolo, portata all’estremo, produce isolamento, alienazione e la progressiva erosione dei legami comunitari, familiari e persino nazionali.
2. Disgregazione della famiglia. Wang Huning dedica ampio spazio all’osservazione della famiglia americana: alti tassi di divorzio, case di riposo per anziani, ridotta interazione intergenerazionale. Per lui questo non è un dettaglio sociologico ma un sintomo profondo: se la cellula sociale più elementare si sfalda, l’intero tessuto sociale ne risente.
3. Il paradosso del capitalismo. Il sistema economico americano genera enorme prosperità materiale ma, secondo l’autore, produce contemporaneamente disuguaglianza crescente, insicurezza economica diffusa e una logica del profitto che finisce per corrodere valori etici e culturali. La ricchezza non si traduce in benessere sociale condiviso.
4. Razza e disuguaglianza strutturale. Osserva le tensioni razziali americane (scrive nel periodo post-diritti civili) come prova che il “sogno americano” dell’uguaglianza di opportunità sia in gran parte retorica, mascherando disuguaglianze strutturali persistenti.
5. Democrazia dominata dal denaro. Una critica ricorrente riguarda il sistema politico: elezioni, lobbying e finanziamenti privati fanno sì che la democrazia formale nasconda un potere sostanziale concentrato nelle mani di interessi economici — quindi una democrazia più procedurale che reale.
6. Cultura di massa e vuoto spirituale. Osserva il consumismo, la cultura pop, l’intrattenimento di massa come forze che riempiono un vuoto di senso lasciato dall’indebolimento di religione, tradizione e comunità — senza però risolverlo realmente.
7. “Guerra con se stessi”. La sintesi di tutto questo è il titolo stesso: gli USA sono una società che produce internamente le forze che la contraddicono e potenzialmente la indeboliscono. Non è un nemico esterno a minacciare l’America, ma le sue stesse dinamiche interne.
Il punto di interesse per gli analisti contemporanei è che questa diagnosi – individualismo distruttivo, famiglia disgregata, capitalismo che corrode i valori collettivi – sembra rispecchiarsi (forse non a caso) nell’enfasi che la leadership cinese pone oggi su concetti come l’armonia sociale, il ruolo dello Stato come garante della coesione, e la diffidenza verso un individualismo “senza freni” in stile occidentale. Molti vedono in queste pagine giovanili un embrione delle posizioni che Wang avrebbe poi contribuito a tradurre in dottrina di partito.
