Una piccola notazione espressionista a “La Sinistra che verrà, tra molare e molecolare” di Massimo Piermarini.

Comunità
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di Michele G. Bianchi

La democrazia reale? Beh… comunismo. Sì… quasi un ossimoro “democrazia” e “reale” stretti insieme… piena estetica dell’assente, del soffio. Assenza d’obiettivi, di visioni, di teorie sempre troppo piccolo borghesi. Non gestione delle necessità e dei compromessi, semmai amore e “theoria”, con Lacan, secondo il quale ciò che è d’autorità non può essere legittimato da alcuna autorizzazione preliminare (istituto, norma), ma può solamente procedere da uno slancio, che vi si esprime o vi si riconosce. Slancio non psicologico, e senza soggetto. Ma, senza più l’angoscia del risultato, del prodotto, del frutto del lavoro tutto questo sarebbe ancora democrazia? Tutta da ripensare, e da reinventarne lo spirito. Eppure già qui, tra noi, come osservava Althusser del comunismo, e Lacan dell’oralità aneconomica di una fratellanza più larga di ogni mondializzazione totalizzante. Ques’ultima vuole l’azione non per l’azione bensì per il suo risultato, per il suo prodotto e, insomma, per il suo bene. Al di là del principio del non tutti insieme (gerarchia) e del recinto del giuridico e del difensivo (sacro) si fa l’esperienza della promessa come morte dell’identificazione (sospensione). Estetica del seppellimento e, persino, della decomposizione. A questo livello “reale” il più alto valore non potrà essere, infatti, la produzione, la ricchezza intesa come un prodotto (dell’uomo, del suo soggettivismo), bensì la ricchezza come l’altro di questo più o meno ricco prodotto, e di quest’altro più o meno ricco arricchimento. Altro dell’altro o abbandono della logica del numerico, del massivo, del molare… e, in questo senso… dell’uomo? Solo lo slancio, il desiderio possono funzionare come un polo autorevole, come un’autorità, non l’uomo, mai fino in fondo decomposto e realmente stupito, e stupido, come un segno, un significante. Slancio, desiderio, non però, infatti, come lavoro fabbrile, salutismo spiritualistico, ginnastica dei corpi sottili, teologia della libera impresa, così come è nei moderni usi di quello slancio, di quel desiderio, di quello… sforzo. Solo lo slancio puro è la cosa capace d’essere molla, molecolarità – non il molare – d’una realissima democrazia, per l’uomo. Pratica multiforme fuori da ogni totalizzazione, votata all’uomo come risultato, e non causata dall’uomo come pianificazione e come intelligenza programmatrice. Non il bene dell’uomo, ma il bene all’uomo, per l’uomo. L’agente sarà lo slancio, non l’uomo. Non lo slancio
dell’uomo, dei suoi aggregati, ma lo slancio per l’uomo, all’uomo, a quest’uomo.