La società e lo sfruttamento. Brevi note.

Sfruttamento
Sfruttamento

Questo post è ovviamente più leggibile da coloro che, sull’argomento, già ne sanno qualcosa. Tuttavia, proviamo ad aggiungere una descrizione di plusvalore, attraverso il quale si materializza e si esplica lo sfruttamento. Quindi:

…Chiamo saggio del plusvalore questa valorizzazione relativa del capitale variabile, cioè la grandezza relativa del plusvalore» (ivi, 249). Espresso come rapporto tra plus lavoro e lavoro necessario, il saggio del plusvalore misura il rapporto di sfruttamento. La massa di plusvalore erogato, a prescindere dalla diversa grandezza dei capitali impiegati, è funzione di talune variabili che intervengono in misura diversa a differenziare ciascun capitale individuale: «A uguale grandezza dei capitali, la massa del plusvalore che essi producono è diversa in primo luogo secondo il rapporto delle loro componenti organiche, cioè del capitale costante e variabile [composizione organica], in secondo luogo secondo il loro tempo di rotazione, in quanto esso è determinato dal rapporto fra capitale fisso e circolante, e a sua volta dai diversi periodi di riproduzione dei diversi tipi di capitale fisso, in terzo luogo dal rapporto della durata del periodo di produzione vero e proprio rispetto alla durata del tempo di lavoro stesso…» (T, Il,17; cfr. anche G, 678679)

In soldoni si tratta di “un di più” che non viene corrisposto all’operaio per il suo lavoro. Discutendo di plusvalore e sfruttamento, nella maggior parte dei casi, nella “famiglia allargata” della Sinistra si pensa che l’importante sia redistribuire il plus valore, quindi non eliminarlo. Si tratta di una posizione parzialmente marxista, più chiaramente socialdemocratica. Ma allora come possiamo argomentare la possibilità concreta di eliminare il plusvalore, cioè lo sfruttamento?

Neanche Marx nel socialismo ritiene possibile eliminare il plusvalore. Cambia però l’appropriazione. In questa situazione, il plusvalore viene utilizzato per lo sviluppo delle forze produttive e assicurare il sistema di welfare. Solo dopo la scomparsa delle classi e quando il lavoro tornerà ad essere il primo bisogno di vita, scompaiono le categorie di valore e plusvalore. Marx lo spiega nella critica al programma di Gotha. La sola posizione che vuole la distribuzione del plusvalore è, quindi, una posizione socialdemocratica.