LA NUOVA GUERRA FREDDA E IL CONFLITTO MONDIALE. Di Massimo Piermarini.

Canton, Cina
Canton, Cina

L’antagonismo tra Oriente e Occidente si è accentuato, in ogni campo, soprattutto tecnologico e militare. Assistiamo ad uno sviluppo straordinario dell’Oriente, in campo economico, il cui leader mondiale è la Cina. Si tratta di uno slancio che sta investendo l’Occidente e continuerà a farlo. Le stime dicono che nel 2050 l’economia USA sarà 2/3 di quella cinese. La competizione economica sarà vinta dalla Cina che non ha scelto una politica di due mercati, come l’URSS, ma quella di egemonia del mercato mondiale. L’interconnessione dell’economia cinese con quella americana non determina l’assunzione da parte della Cina degli imperativi economici dell’Occidente. Ancora più importante è la competizione che riguarda lo sviluppo di nuova tecnologia con effetti strategici sul piano militare e della produzione. La Cina non è interessata attualmente ad un regolamento di conti sul piano militare con gli USA e la sua dottrina militare ufficiale lo indica con chiarezza. L’apparato militare cinese è posto al servizio del consolidamento dell’economia e delle riforme, dello sviluppo della nazione e della difesa del paese. La Cina vuole realizzare il “sogno cinese” e si propone di promuovere una politica di pace e di amicizia tra i popoli e la creazione di un possibile futuro comune per l’intera umanità. La replica dell’Occidente, oltre che economica e commerciale, almeno per il nostro continente, è la penetrazione nelle regioni dell’Europa orientale e la destabilizzazione di governi e Stati (Ucraina. Bielorussia), una massiccia presenza militare in molti paesi e lo strangolamento economico dell’economia russa. La Russia, principale alleato strategico della Cina, minacciata dalle ingerenze e pressioni occidentali, ha potenziato il livello operativo di difesa e attivato il suo apparato di repressione del dissenso interno, sostenuto e manovrato dagli USA e legittimato dall’Unione europea. Lo scontro, per quanto riguarda la Cina, si presenta naturalmente anche a livello ideologico. La stampa occidentale continua a presentare la Cina come uno Stato totalitario con un’economia capitalistica per non riconoscere che la contraddizione fondamentale del mondo è ancora quella tra capitalismo e socialismo. Con la presidenza Trump è divenuto evidente il nucleo anticomunista della politica statunitense e il conflitto con la Cina è divenuto aperto. In realtà, come emerge dai documenti e dagli atti ufficiali, l’indirizzo dell’attuale dirigenza cinese, pur continuando le riforme e le aperture economiche, rappresenta un riallineamento della politica della Repubblica popolare ai principi maoisti della linea di massa e della centralità del partito comunista come guida della nazione e garanzia del sistema socialista. L’insieme di questo quadro disegna una “seconda guerra fredda”, secondo quanto indicato dagli osservatori, che può trasformarsi in un conflitto aperto tra due blocchi di Stati, soprattutto se il sorpasso degli USA da parte della Cina, non lascerà alternative alla politica americana. Rispetto a questa partita mondiale non sembra che per i prossimi decenni possano esserci terze parti o stati neutrali che possano giocare un ruolo.