Il nome è italiano, ma i denari no.

Made in Italy
Made in Italy

Facciamo il punto della situazione sulle imprese che erano italiane e ora non lo sono più. Parliamo di grandi società, compagnie o grandi marchi di risonanza mondiale. Ecco una mappa, da aggiornare anche con il vostro contributo:

Pirelli (China National Chemical, Cina), Alitalia (Etihad, Emirati Arabi Uniti), Ferretti Yacht (Shandong Heavy Industry-Weichai Group, Cina), Krizia (Marisfrolg Fashion Co., Cina), Loro Piana (Lmvh, Francia), Bulgari (Lmvh, Francia), Gucci (Kering, Francia), Bottega Veneta (Kering, Francia), Pomellato (Kering, Francia), Dodo (Kering, Francia), Sergio Rossi (Kering, Francia), Brioni (Kering, Francia), Valentino (Mayhoola Investments, Qatar), Gianfranco Ferré (Paris Group, Dubai), La Rinascente (Central Group of Companies, Tailandia), Poltrona Frau (Haworth, USA), Edison (EDF, Francia), Wind (VimpelCom, Russia), Telco (14% a Telefonica, Spagna, che si agginge a vendere la partecipazione a Vivendi, Francia).

Ancora: Fiat Ferroviaria (Alstom, Francia), Ansaldo Breda (Hitachi, Giappone), Ansaldo Sts (Hitachi, Giappone), Eni (2% a People’s Bank of China, Cina), Enel (2% a People’s Bank of China, Cina), Telecom (2% a People’s Bank of China, Cina), Prysmiam (2% a People’s Bank of China, Cina), FCA (2% a People’s Bank of China, Cina), Generali (2% a People’s Bank of China, Cina), Mediobanca (2% a People’s Bank of China, Cina), CDP Reti, che controlla anche Terna e Snam (35% a State Grid of China, Cina), Ansaldo Energia (40% a Shangai Electric, Cina), Impianto Falck-Concordia (Guangxi Liuzhou Iron and Steel Group, Cina) World Duty Free (Benetton) (50,1% a Dufry, Svizzera), Parmalat (83% a Lactalis, Francia).

Per una lista completa di aziende acquisite e acquisitrici, cliccate sui links sottostanti ed aprite i files pdf.

Aziende italiane acquisite

Aziende che hanno acquisito aziende italiane

Alcuni sostengono questo sia un arricchimento per l’Italia, altri un oggettivo indebolimento del nostro tessuto industriale. Propendo per il secondo giudizio. La situazione potrebbe essere riassunta così: debolezza del sistema-paese a controllare ciò che produce.

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