CONFUCIO E LAO-TZE.

Confucio e Laozi
Confucio e Laozi

Le componenti sapienziali della politica cinese.

Di Massimo Piermarini.

La Russia e la Cina si misurano con il loro passato e con le fonti intellettuali della loro politica in modo diverso. La Russia si affida fondamentalmente ad una visione geopolitica che pone in rilievo la sua missione eurasiatica. Il passato della sua storia, la religione cristiana ortodossa e al comunismo sono tenuti a distanza, sullo sfondo, ma le forze che rappresentano opzioni socialiste o comunque antioccidentali tendono a riemergere ed emergeranno sempre di più, acquistando un ruolo sempre più importante negli equilibri politici della politica russa. La Cina si affida, invece, come è stato riconosciuto da tutti gli osservatori politici, una missione mondiale secondo una visione di pace, cooperazione e armonia tra i popoli, attraverso uno sviluppo impetuoso della produzione e del commercio e una trasformazione incessante dei rapporti economici e politici internazionali modificando delicati equilibri nei rapporti internazionali.

In Cina il passato è valorizzato come lo stesso patrimonio di base del popolo cinese e una fonte di energia per costruire il futuro. La dirigenza cinese ha sempre costruito, anche nei periodi di forte dialettica interna, una linea di continuità rispetto al passato, pur nella critica degli errori politici compiuti in determinati periodi della storia del paese. E’ evidente che la Russia è impegnata in un processo di rielaborazione e di riappropriazione del passato, che ha riguardato in primo luogo gli interessi nazionali e l’identità culturale, linguistica e religiosa, per avviarsi ad una riappropriazione in continuità dell’eredità sovietica. Ma sono ancora presenti elementi di frattura fra presente e passato. In Cina il patrimonio culturale nazionale è la base del socialismo con caratteristiche cinesi. La Cina combina realismo e romanticismo: il realismo o “pragmatismo” che a detta di molti caratterizza l’orientamento del gruppo dirigente del PCC dal periodo di avvio delle riforme economiche alla congiuntura attuale, caratterizzata dalla lotta per assumere un ruolo chiave nell’economia mondiale, sino ad assumere la leadership dei processi economici del mercato mondiale, nell’ambito del  mantenimento di una politica di coesistenza pacifica e di uguaglianza tra gli Stati e il romanticismo (il ruolo guida del Partito comunista, “i valori socialisti” alla base dell’organizzazione statale, dell’ordinamento giuridico e dei principi guida del metodo di governo del PCC) sono entrambi presenti nella saggezza politica della Cina. Si può parlare in tal senso di una sapiente combinazione di realismo e di romanticismo. Non ci sono aspettative messianiche, ma una combinazione di razionalismo e creatività nel programma di azione, che si pone il compito di costruire una potente e moderna società socialista. Nei discorsi e negli insegnamenti di Xi Jinping sono presenti infatti frequenti riferimenti ai classici del pensiero cinese, specialmente al Taoismo e al Confucianesimo. L’elemento della creatività e della spontaneità, della capacità soggettiva è riconducibile al Taoismo, mentre quello dell’uso della ragione, dello studio approfondito dei problemi, dell’indagine accurata su ciò che è buono con l’attenta riflessione su di esso, la chiara discriminazione di esso e la pratica più seria delle linee di condotta adottate al Confucianesimo.

Nel 2015 la CN Time Books ha pubblicato un testo molto interessante di Zhang Fenzhi in lingua inglese  “Xi Jinping How to read Confucius and other chinese classical thinkers”, in cui sono raccolti ed esaminati molti passaggi di interventi ed elaborazioni di Xi Jinping di commento a brani di testi classici cinesi. Come noto le numerose citazioni e i riferimenti ai classici cinesi, letterari, storici, filosofici e alle relative teorie erano una caratteristica anche degli interventi di Mao Zedong. Il Presidente Xi Jinping commenta brani e detti di testi classici, ma non lo fa per esercitarsi nella critica letteraria e nella filosofia. Conferisce a questi testi, che appartengono al patrimonio culturale più antico della Cina, un ruolo importante per l’educazione dei cinesi e per la soluzione delle questioni della politica di costruzione del socialismo.

Ci limitiamo ad alcuni esempi. Il primo è un commento ad un’affermazione dei Dialoghi (Analecta) di Confucio “Studiare senza pensare si tradurrà in confusione. Pensare senza studiare esaurirà il tuo spirito e non guadagnerai nulla”.

Il commento di Xi Jinping sembra mostrare la grande importanza che viene riconosciuta alla politica socialista nell’educazione e alla formazione dei futuri quadri del Partito. Xi Jinping, commenta: “Dovremmo essere bravi a distinguere il bene dal male e prendere decisioni informate. “Studiare senza pensare è uno spreco. Pensare senza studiare è pericoloso. ” Per dare frutti con il duro lavoro, dobbiamo essere chiari su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, conoscere la giusta direzione e prendere la strada giusta.” (Xi Jinping, “I giovani dovrebbero praticare consapevolmente i valori fondamentali socialisti”, (4 maggio 2014), People’s Daily, 5 maggio 2014)

Altro esempio, sul testo di un autore taoista Zhuangzi (Chuangtzu):

“Le zampe di un’anatra sono corte, ma se proviamo ad allungarle, provoca dolore; e le gambe di una gru sono lunghe, ma se proviamo a tagliarne una parte, produce dolore”.

Xi Jinping commenta:

“Naturalmente, quando sosteniamo articoli e discorsi brevi, ciò non significa necessariamente che articoli lunghi siano dannosi. Alcuni contenuti importanti con principi profondi dovrebbero essere menzionati se necessario. Il principio generale non è quello di allungare gli articoli corti o accorciare gli articoli lunghi, ma di mantenerlo semplice e breve se possibile. “Le zampe di un’anatra sono corte, ma se proviamo ad allungarle, provoca dolore; e le gambe di una gru sono lunghe, ma se proviamo a tagliarne una parte, produce dolore “, questo proverbio spiega la stessa idea. (Xi Jinping, “Lo stile di scrittura incarna lo stile di lavoro”, Zhi Jiang Xin Yu).

Ancora più interessante è il commento al testo principale del Taoismo, il Tao the ching di Lao-Tze (cap. 63):

“Agisci senza farlo; lavora senza sforzo. Pensa il piccolo come grande e il poco come molto. Affronta il difficile mentre è ancora facile; compiere il grande compito con una serie di piccoli atti.  (dal Tao-the-ching) “Pensa al piccolo come al grande e ai pochi come ai molti. Affronta il difficile mentre è ancora facile; compiere il grande compito con una serie di piccoli atti. Così commenta il Presidente Xi Jinping: ” Con la continua promozione della riforma cinese, la Cina subirà costantemente profondi cambiamenti. Nel frattempo, credo che la riforma radicale della Cina non solo fornirà una forza trainante per la costruzione della modernizzazione cinese, ma porterà anche nuove opportunità di sviluppo al mondo. Xin Jinping, “Discorso al Collegio d’Europa” (1 aprile 2014), People’s Daily, 2 aprile 2014.

L’invito taoista alla pratica del non-agire significa la valorizzazione della spontaneità, della modestia e della perseveranza nella conduzione della propria politica. Questo significa: pensa ai piccoli come ai grandi e ai pochi come ai molti. Affronta il difficile mentre è ancora facile; compiere il grande compito con una serie di piccoli atti. Il Maestro, per il Taoismo, non raggiunge mai il grande, ma così raggiunge la grandezza.

L’autore del testo che raccoglie i commenti di Xi Jin Ping, Zhang Fenzhi, offre questa interpretazione in termini politici dell’intervento di Xi Jinping: “ Citando le parole di Lao-Tzu in un’occasione internazionale, il presidente Xi Jinping voleva dirci che dobbiamo mantenere una mente chiara e una ferma convinzione di fronte a complicate questioni internazionali e situazioni domestiche. Qualunque cosa abbiamo a che fare, non possiamo essere intimiditi da difficoltà o facilmente arrenderci perché temiamo che potrebbe essere troppo difficile. Finché siamo pazienti e tenaci, finché siamo bravi a iniziare con cose semplici e piccole e andiamo avanti, faremo la differenza e realizzeremo qualcosa. Il grande è derivato dal piccolo e molti sono accumulati dal poco. Se possiamo essere concreti e perseveranti, saremo in grado di cogliere l’opportunità di sviluppo data dal tempo, costruire un paese più forte e portare la pace nel mondo”.

Questo volume, di piacevole lettura, offre molti spunti di riflessione per una migliore conoscenza della politica cinese e del ruolo assegnato alla cultura nazionale. Non bisogna sottovalutare le componenti sapienziali della cultura cinese nella direzione dello sviluppo della Cina in tutti i campi. Questa traduzione delle grandi questioni politiche in termini di linee di condotta e di approcci ispirati alla sapienza millenaria della tradizione filosofica e letteraria cinese offre la possibilità di valutare i progetti di riforma della Cina contemporanea e la specificità del marxismo con caratteristiche cinesi.