Che cosa è il Franco Coloniale Africano?

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Di Vincenzo Cerceo

Un sistema ben congegnato di sudditanza finanziaria, questa è la risposta giusta. Nel 1945, finita la guerra, il governo francese, d’accordo con le altre potenze vincitrici, decise, per le sue colonie, di creare una moneta specifica, ancorata al Franco: il franco CFA, cioè delle colonie francesi in Africa. Il valore dello stesso, ovviamente, era ancorato a quello della madrepatria. Nella seconda metà degli anni ’50, essendo ormai inevitabile la decolonizzazione, quella moneta cambiò nome, divenendo: Franco della Comunità Finanziaria Africana, con svalutazioni successive che ne peggiorarono progressivamente il valore di cambio rispetto al Franco Francese; a decidere il tutto era sempre e solo la Banca di Francia. Nel 1999, con l’avvento dell’Euro, il valore di quella moneta fu fissato a 656 FCA per Euro, ma il diritto di emissione di quella moneta fu riservato ancora alla Banca di Francia, unico arbitro e riferimento del valore della moneta stessa che, sia ben chiaro, non può essere cambiata a livello internazionale se non attraverso la Banca di Francia stessa. Sulle transazioni di quella moneta la Banca di Francia trattiene cautelativamente il 50% del valore trattato, anche, ad esempio, per quanto riguarda le rimesse degli emigranti e gli aiuti umanitari internazionali.

La cosa è molto utile solo alla Francia che così può tenere immobilizzate a lungo grandi risorse valutarie che, anziché favorire l’economia africana, favoriscono invece l’elevato debito pubblico francese che sfugge ai rigori dell’Unione Europea, la quale tollera tutto ciò. La continuità della soggezione economica coloniale è così garantita. La Francia ha sempre rifiutato di trattare l’argomento con le autorità europee, le quali, per la verità, non hanno mai insistito. Da tenere ancora presente che la Francia accettò di concedere l’indipendenza alle sue 14 colonie del centrafrica solo alla condizione che le stesse accettassero tale sudditanza monetaria. Solo la Mauritania è riuscita a svincolarsi da tale sistema; negli altri casi, ogni tentativo di rendersi autonomi è stato represso con l’intervento o la minaccia della Legione Straniera e con colpi di Stato. La Banca di Francia pone pesanti vincoli sui crediti richiesti e li concede con interessi del 15/20%. La leva del cambio fa si che le esportazioni siano a favore degli europei e le importazioni a svantaggio dei consumatori locali e molto meno del consumo va importato. Nei paesi produttori di cacao un barattolo di Nutella costa 10 euro. La situazione, però, si avvia a cambiare: tale situazione è incompatibile con gli interessi della Cina che sta rapidamente divenendo egemone nel continente africano.

Chi vivrà vedrà, ma sicuramente i cinesi non potranno fare peggio di quello che stanno ora facendo gli europei dei diritti umani e delle democrazie borghesi.

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