5 Stelle e “credibilità”.

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Pubblico, col suo consenso, l’email di un mio corrispondente dei 5 Stelle, Matteo, che risponde ad alcune mie supposizioni, deduzioni e critiche.

Ci dicono che non siamo credibili. Noi del Movimento 5 Stelle, ci viene rimproverato, non saremmo credibili e preparati a governare.
Chi dà questo giudizio?
La classe dirigente attuale: politica, istituzioni, mezzi di comunicazione di massa, economia e tutti quelli che non hanno di meglio da fare che scimmiottarne i tic mentali.
Tutte stronzate! Di certo per chi comanda oggi noi non siamo né credibili né in grado di governare.
Però dovremmo almeno riconoscere che questa classe dirigente che ci giudica ha speso anni a dare la tripla “A” a TITOLI POLITICI (nuovismo, renzismo, berlusconismo, europeismo, piddismo, sacrifici, BCE) che poi si sono rivelati TOSSICI, mentre usava regolarmente questi indici e le proprie affermazioni autocelebrative, amplificate dai mezzi di comunicazione, per portare avanti quelle politiche fallimentari. In questi ultimi anni, dobbiamo riconoscere che il crollo di credibilità di questa classe dirigente, a causa di quei TITOLI POLITICI TOSSICI, è stato di proporzioni gigantesche!
E allora continuo a non capire tutte le critiche che ci rivolgono. Il vero problema per me è un altro. Nel Movimento 5 Stelle c’è un pò di tutto, gente di destra, di centro e di sinistra, e parecchi giovani come me che tanto giovane non sono (ho 37 anni) e vengo considerato tale solo in Italia. È un movimento che organizza la solitudine di quest’epoca (questo me lo avevi spiegato tu, ricordi?) e può diventare uno strumento del potere o di chi all’interno vi porta le proprie istanze. Dove far pendere la bilancia dipende dalle persone, non dai giudizi di chi ci vuole distruggere.
Io sono di sinistra come tanti altri nel 5 Stelle, e questo tu lo sai, e mi trovo qui proprio perché non c’è più un posto dove io possa stare, perché anche la sinistra, a suo tempo, si è fatta quotare nel mercato dei TITOLI POLITICI TOSSICI e da quel mercato è rimasta stritolata, a dimostrazione che la “ragionevolezza” e la “credibilità governativa” non pagano affatto.
Dimenticavo: ogni tanto partecipo alle iniziative di un centro sociale della mia città, dove ritrovo persone che hanno parecchie affinità esistenziali con me, prima fra tutte la precarietà con cui convivo quotidianamente.
A risentirci, Matteo.

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